Comunicato stampa — 24/03/2005

Comunicato stampa

Neurochirurgie: a Roma ben 20

Giovedì 24 marzo 2005 · Claudio Giustozzi

Pazienti del Lazio senza assistenza neurochirurgica.

''La regione è del tutto priva di strutture specializzate, e per i pazienti non c'e' alternativa al trasferimento a Roma, dove i reparti di neurochirurgia sono ben 20''. Lo denuncia l'associazione a tutela dei cittadini 'Giuseppe Dossetti',nel corso di una conferenza
stampa, oggi a Roma.

''E questo 'squilibrio' genera rischi per i pazienti,ma anche sprechi
nel sistema sanitario regionale'', spiega Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell'associazione. Si ricorre infatti spesso all'elisoccorso, a volte in modo improprio, trasferendo in elicottero anche pazienti non gravi, piuttosto che far loro affrontare il lungo
tragitto in ambulanza verso la capitale''.

La situazione attuale disattende il Piano sanitario regionale ''che prevedeva di sanare la rischiosa mancanza di neurochirurgie nei capoluoghi con l'apertura di strutture a Viterbo e a Latina
spiega Paolo Scarano, neurochirurgo all'ospedale San Camillo di Roma e rappresentante del Sindacato Italiano Neurochirurghi Managers (Sinm) - A Latina e' stato nominato un primario, ma la struttura non e' ancora operativa, tanto che dal capoluogo pontino continuano ad affluire pazienti negli ospedali della capitale.

Quanto a Viterbo, nulla e' stato fatto''. A Roma nel frattempo, secondo l'associazione 'Dossetti', le strutture di neurochirurgia si sono molteplicate sulla carta, ma restano disomogenee per i servizi offerti: ''Negli ultimi anni abbiamo assistito a duplicazione primariati nella stessa azienda ospedaliera non giustificati dalle esigenze assistenziali - denuncia Giovanni Gazzeri, primario neurochirurgo del San Filippo Neri di Roma.

''Ben tre all'ospedale Pertini, due al San Camillo. E nello stesso San Filippo Neri, la storica divisione di Neurochirurgia è stata smembrata e duplicata, creando una Neurochirurgia d'urgenza. Tuttora priva di risorse- precisa - ha sottratto spazi alla prima, confinata ora in una sola stanza con grave disagio per i pazienti, ha generato l'acquisto di una strumentazione doppia, anziche' aggiornare l'esistente, e sta causando all'ospedale una collezione di esposti per i rinvii di pazienti''.
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