Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori” (www.dossetti.it), ha dichiarato:
“Mentre i mass media sono tutti in attesa della sentenza della Corte di Cassazione in merito al caso Englaro, vengono completamente ignorati dalle istituzioni sanitarie e dagli organi d’informazione numerosi casi simili ad Eluana in cui le famiglie chiedono interventi a sostegno della battaglia a favore della vita.
Secondo una ricerca del Gracer, sono circa 3.000 i casi di persone con lesioni cerebrali ed una vita di totale disabilità, molti assistiti da anni nelle case a cura dei familiari.
Il nostro Osservatorio riceve giornalmente richieste di intervento per sollecitare le regioni di appartenenza dei malati a farsi carico , almeno in parte, di assistenza che richiede interventi 24h su 24h.
E’ il caso di E.G. residente nella sua casa a Tricase (Le

da 15 anni in coma in seguito ad un trauma cranico dovuto ad un incidente stradale. Nonostante le ripetute richieste dei familiari alla ASL e alla Regione Puglia la giovane donna non riceve dal SSN nessuna delle terapie di cui avrebbe bisogno: fisioterapia muscolare, fisioterapia respiratoria, logoterapia per i muscoli della bocca ed altro.
E’ il caso di C.G residente a Ginosa (Ta) in coma vigile dal 15 maggio 1993 in seguito ad un incidente stradale. La donna è sempre rimasta a casa accudita solo dalla madre ed avrebbe bisogno anche lei con urgenza di cure appropriate: fornitura di farmaci compresi in fascia C, visite specialistiche periodiche ed in tempo reale, fisioterapia e logoterapia.
E’ il caso di Pietro Crisafulli di Palermo che ancora oggi, dopo varie promesse della Regione Sicilia, non riceve alcun aiuto per essere assistito a casa in maniera decorosa ed appropriata.
Mentre la giovane Englaro è sempre vissuta in una Casa di Cura, vi sono tanti casi simili ed anche più gravi di giovani persone assistite dai familiari al loro domicilio senza alcun aiuto da parte delle istituzioni.
Chiediamo al Ministro Sacconi di adoperarsi con urgenza affinché le Regioni e le ASL individuino e si prendano in carico i malati in coma vigile e la tutela a favore del diritto alla vita non sia solo un’esercitazione verbale ma si concretizzi in aiuti essenziali per le famiglie.”