Comunicato stampa — 12/12/2011
Comunicato stampa
LAZIO: MONITORAGGIO NOTTURNO NEI PRONTO SOCCORSO DOPO LE RECENTI AGGRESSIONI AL SAN FILIPPO
Lunedì 12 dicembre 2011 · Ufficio Stampa Associazione Dossetti
L’aggressione di un tossicodipendente ai danni di un medico del Pronto Soccorso del San Filippo Neri non può essere affrontata solo in termini di sicurezza.
“I recenti episodi di violenza ai danni di un medico dell’Ospedale San Filippo Neri e anche in altri ospedali di Roma - afferma Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori” (www.dossetti.it) - sono il frutto di un’esasperazione che sta aumentando tra i malati e i loro familiari. I tagli apportati con la scure per esigenze di bilancio scaricano tutto il peso della gestione della Sanità pubblica su chi opera quotidianamente per assicurare nonostante tutto il diritto alla salute”.
Insostenibile la situazione che si vive in qualsiasi Pronto Soccorso della Capitale. “Sembrano gironi danteschi - commenta Corrado Stillo – con lunghe file di attesa, posti letto che non si trovano, anziani sballottati da un luogo ad un altro perché non si vuole far salire il tasso di mortalità nei reparti di medicina. In questo quadro drammatico i malati particolarmente deboli, come i tossicodipendenti o i pazienti psichiatrici, hanno sofferenze maggiori e livelli di sopportazione al limite. Nei prossimi giorni la nostra Associazione, nell’ambito della Campagna “Rompi il guscio” inizierà un monitoraggio notturno presso alcuni Pronto Soccorso della Regione Lazio, per verificare sia i modi e i tempi di accesso alle cure sia il carico di lavoro che grava sul personale ”.
Sotto stress anche il personale medico e sanitario. “Con il personale ridotto e il blocco del turn over - conclude Corrado Stillo - diventa tutto più difficile da gestire e a farne le spese sono malati, familiari, personale medico e paramedico. Chiediamo alla presidente Renata Polverini di andare al di là di espressioni generiche di solidarietà e di chiedersi il perché avvengano aggressioni nei reparti più ‘caldi’ degli Ospedali pubblici e di fare in modo di prevenire altri episodi del genere. Non si tratta di varare nuove misure di ordine pubblico, ma di gestire la Sanità in maniera adeguata alle esigenze dei malati”.
Comunicato del 8 ottobre 2011