Comunicato stampa — 12/12/2011

Comunicato stampa

CONDANNA A MORTE DI DAVIS: BARBARIE PER UNO STATO DEMOCRATICO

Lunedì 12 dicembre 2011 · Ufficio Stampa Associazione Dossetti



Ieri (alle 19 ora locale, circa l’1.00 di notte in Italia) è stato giustiziato, in Georgia, il cittadino americano Troy Davis, accusato dell’omicidio di un poliziotto 22 anni fa e diventato il simbolo internazionale della lotta contro la pena di morte.

Condannato nel 1991 per l’assassinio di un poliziotto bianco, Davis si è sempre proclamato innocente. Niente grazia e nessuna possibilità di fermare l’esecuzione da parte del governatore, nonostante una forte mobilitazione internazionale.

“Questo è l’ultima di una serie inaccettabile di esecuzioni - commenta Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori” (www.dossetti.it)- Non è possibile uccidere un uomo a distanza di decenni dal reato, calpestando diritti elementari, ignorando oltretutto le ritrattazioni di alcuni testimoni”.

E’ arrivato il momento che venga proclamata una moratoria universale della pena di morte, fortemente sostenuta dall’Italia che il 15 novembre 2007 ha appoggiato una risoluzione della Terza commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Questa pena inappellabile - conclude Corrado Stillo - contraddice la possibilità di recupero del detenuto, rimanendo a una visione della giustizia come vendetta, fermandosi a ‘occhio per occhio, dente per dente’. La giustizia non deve più essere in mano al boia. Ed è ora di pensare ai diritti calpestati e non solo alle crisi economiche che affliggono i Paesi ricchi”.


Comunicato del 22 settembre 2011

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