Comunicato stampa — 08/01/2008
Comunicato stampa
Quattromila tonnellate di rifiuti prodotte giornalmente a Roma. Siamo ormai all'emergenza rifiuti
Martedì 8 gennaio 2008 · Corrado Stillo
La società moderna preleva per vivere risorse dall’ambiente e produce rifiuti: questo è il ciclo immodificabile dello sviluppo, ma ogni ciclo ha un limite e gli amministratori sono chiamati a programmare e predisporre “in tempo utile” i meccanismi di difesa della salute pubblica.
L’Associazione Nazionale “G.Dossetti: i valori”: Tutela e Sviluppo dei Diritti già in occasione della giornata dossettiana che si è tenuta il 14 maggio 2002 nella sala della Protomoteca del Campidoglio lanciava per prima l’allarme Malagrotta prevedendone l’imminente esaurimento, sommergendo la Capitale di rifiuti, ma i risultati di questa conferenza rimasero allora lettera morta.
Il dramma che in questi giorni vive la popolazione napoletana circondata da montagne di rifiuti non smaltiti ripropone l’analogo scenario anche in un futuro prossimo per la città di Roma.
Roma produce giornalmente quattro mila tonnellate di rifiuti, migliaia di tonnellate l’anno, rifiuti a volte anche pericolosi e l’esaurimento della discarica di Malagrotta rende quanto mai necessaria ed urgente la predisposizione immediata di misure d’emergenza per affrontare, da subito, il problema dei rifiuti urbani e del loro trattamento, ci si domanda allora quali saranno i tempi di realizzazione dei Termovalorizzatori? e nel frattempo dove andranno i rifiuti?
Il responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti Corrado Stillo ha dichiarato:
“Le lacerazioni che in questi giorni scuotono il mondo politico napoletano per l’incapacità della sua classe dirigente di programmare e dare soluzione all’essenziale problema dello smaltimento dei rifiuti urbani è solo la fotografia di ciò che in totale mancanza di programmi adeguati ci si aspetta succedere presto anche nella Capitale.
La discarica di Malagrotta da tempo è giunta al limite della sua capienza, i progetti alternativi sono spesso dettati da improvvisazione, come il caso della proposta di allargamento della discarica ad Albano, i termo inceneritori esistenti, come quello di Colleferro, sono assolutamente insufficienti ed una domanda i romani si pongono:dove andranno a finire le quattro mila tonnellate di rifiuti giornalieri prodotti dalla Capitale?
Comune, Provincia e Regione hanno prodotto solo buone intenzioni, convegni e dibattiti, ma nulla finora è stato fatto per portare a compimento, in tempi brevi, un progetto di smaltimento idoneo ai fabbisogni di milioni di abitanti. I piani redatti in proposito se non verranno da subito attuati stanno diventando solo pezzi di carta, mentre a terra i rifiuti testimonieranno l’assoluta nullità di tante chiacchiere.
Ci chiediamo:Roma diventerà lo spettacolo indecoroso che oggi vediamo a Napoli?
Veltroni e Marrazzo ci diano in tempi brevi risposte esaurienti ed inoltre si metta mano, una buona volte per tutte, alla riorganizzazione dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale (ARPA Lazio) che oggi è messa nelle condizioni di non assolvere alla funzioni per cui è stata creata.”